Visita di un rettile allo Studio veterinario AuFuret
La terrariofilia è una passione che conquista sempre più appassionati in tutto il mondo. Il numero di rettili è aumentato notevolmente nell’ultimo decennio e cresce all’interno della grande famiglia degli animali esotici (NAC). Ma questi animali sono particolarmente fragili, del tutto dipendenti dal loro ambiente di vita, e spesso indeboliti da condizioni di detenzione inadatte ai loro bisogni vitali.
Quando consultare un veterinario?
L’osservazione regolare e attenta di un serpente permette di individuare precocemente la comparsa di sintomi d’allarme, che possono mettere in pericolo la vita del vostro animale.
La visita veterinaria è consigliata nei seguenti casi:
- Una mancanza di appetito prolungata (anoressia). Le cause possibili sono molte, in primo luogo gli errori di gestione: l’ambiente va sempre verificato. Anche la messa in cattività è spesso in causa nei serpenti catturati in natura.
- Un ritardo della crescita, un calo di peso. Cause possibili: quantità di cibo insufficiente, parassitosi, disturbi della digestione, disidratazione cronica, processi tumorali.
- Uno stato di prostrazione insolito (termoregolazione e temperatura, letargia)
- Lesioni sospette nella cavità orale (stomatite). Cause: indebolimento delle difese immunitarie, stress, cattivo stato generale, scarsa igiene.
- Un’ipersalivazione (polmonite o stomatite),
- Ustioni (serpente lasciato libero in appartamento…, fonte di calore inadatta o mal posizionata), ferite (morsi delle prede)
- Altre lesioni sulle squame ventrali (setticemia, blister disease). Cause: umidità troppo elevata, cattiva manutenzione del terrario, fondo fradicio.
- La comparsa di un nodulo sotto la pelle (ascesso, tumore, parassitosi)
- Rigurgiti
- Diarrea
- Posture anomale
- Secrezioni dalle narici (rinite, stomatite)
- Disturbi della muta. Cause: umidità troppo bassa, vaschetta dell’acqua inaccessibile, acari, ferite, ecc.
- Opacizzazione di un occhio
- Bagni più frequenti o più lunghi del solito
- Prurito
- Parassiti esterni o interni (acari)
- Gonfiore di una parte del corpo (stipsi, distocie, parassitosi, tumore).
Trasporto del serpente dal veterinario
Per non falsare l’esame clinico, il proprietario verrà informato delle precauzioni da adottare durante il trasporto del serpente: mantenere rigorosamente una temperatura adeguata al rettile in questione, quindi trasportarlo in un sacco di tela collocato in un contenitore termicamente isolato con borse dell’acqua calda, controllando la temperatura con un termometro. La temperatura media per il trasporto è in genere compresa tra i 28 e i 32 °C.
Contenzione
La contenzione si esegue con calma in una stanza in cui la temperatura è stata aumentata fino a raggiungere la TMP (temperatura media preferenziale) dell’animale. I guanti sono piuttosto sconsigliati, perché l’assenza della sensazione di contatto può provocare traumi. Un accurato lavaggio delle mani sostituisce l’uso dei guanti in lattice.
Presa:
Un serpente poco aggressivo si afferra dietro la testa, con una o due mani a seconda della sua taglia. Il pollice si appoggia sul cranio e le altre dita sotto la testa. Se il serpente è aggressivo, la testa viene immobilizzata con un gancio di contenzione prima di essere afferrata. Il resto del corpo va sorretto: si conta una persona per ogni metro di serpente.
L’esame clinico
L’esame clinico si compone di 3 parti. Primo, la raccolta dei dati anamnestici, delle condizioni di vita e dell’ambiente dell’animale, dell’alimentazione, del tipo di riscaldamento, dell’eventuale convivenza con altri animali, ecc… Secondo, l’esame a distanza attraverso il terrario o su una superficie non traumatizzante. Questo esame permette di osservare e ascoltare i movimenti respiratori, ma anche di valutare la vivacità, i movimenti della lingua bifida, il portamento della testa, le deformazioni del corpo e l’aspetto della livrea.
Il serpente verrà pesato, misurato e sessato.
Queste prime due parti della visita sono in genere le più importanti e le più ricche di informazioni!
Terzo, l’esame ravvicinato:
- Osservazione delle squame, dello stadio della muta, dello stato di idratazione e della condizione corporea, presenza di ectoparassiti, di ferite varie, di masse, delle tasche emipeniali, della squama sopraoculare, delle narici e del rostro
- Poi apertura della bocca, osservazione della cavità orale, delle coane, delle mucose, dei denti
- Auscultazione cardio-respiratoria (idealmente con Ultrascope)
- Palpazione della cavità celomatica, valutazione degli organi. Attenzione: rischio di rigurgito dopo un pasto recente
- Eventuali esami complementari: feci, sangue, liquido di puntura, ecc.
Parliamo di zoonosi (malattie animali trasmissibili all’uomo e viceversa), ovvero come ridurre al minimo i rischi a contatto con i rettili
- Lavarsi accuratamente le mani con acqua calda e sapone, sistematicamente dopo aver maneggiato un rettile o toccato un accessorio del terrario.
- Non installare un terrario in una stanza della casa destinata ai pasti o alla conservazione degli alimenti (cucina, soggiorno).
- Disinfettare regolarmente con candeggina l’intero terrario (indossando, durante l’operazione, guanti monouso e, se possibile, una mascherina di protezione, e senza mai usare utensili da cucina per questa pulizia). In commercio esistono anche disinfettanti specifici per la pulizia dei terrari.
- Non pulire mai la vaschetta dell’acqua o gli elementi dell’arredo nel lavello della cucina o in quello del bagno. Riservare un punto apposito.
- Non mangiare, fumare o bere mentre si maneggia un rettile o si pulisce il suo terrario.
- Non baciare mai un rettile! Del resto, non è detto che gradisca questo genere di dimostrazioni d’affetto…
- Sconsigliare la manipolazione ai bambini e alle persone immunodepresse (chemioterapia, HIV, epatite, ecc.)
- Evitare ogni contatto diretto con gli altri animali domestici che vivono sotto lo stesso tetto
- Sorvegliare sempre una ferita da morso o graffio causata da un rettile.
Un piccolo libro pratico ed economico di Lionel Schilliger, «Allo véto ! 100 questions/réponses sur les reptiles», edizioni Philippe Gérard, ISBN 2-912521-13-0