- Classificazione
- Particolarità biologiche e fisiologiche
- Condizioni di detenzione
- Principali patologie
Se i ratti vengono spesso portati in visita dopo aver sviluppato una malattia infettiva o parassitaria, la causa iniziale sta spesso in una cattiva gestione. Finché le condizioni di vita dell’animale non vengono modificate, la malattia persiste o si ripresenta.
Classificazione
| Classe: | Mammiferi |
| Ordine: | Roditori |
| Sottordine: | Sciurognati |
| Famiglia: | Muridi |
| Sottofamiglia: | Murini |
| Genere: | Rattus |
| Specie: | norvegicus |
| Nome comune: | ratto da compagnia, ratto domestico |
Particolarità biologiche e fisiologiche
- Peso da adulto del maschio: 450-500 g.
- Peso da adulto della femmina: 250-300 g.
- Lunghezza totale: 35-50 cm.
- Lunghezza della coda: 17-23 cm.
- 4 dita agli arti anteriori e 5 dita agli arti posteriori.
- Formula dentaria:
| Mascella superiore | 1 | 0 | 0 | 3 |
| I | C | PM | M | |
| Mascella inferiore | 1 | 0 | 0 | 3 |
Parametri biologici
- Il ratto ha un’attività mista, ma soprattutto crepuscolare e notturna. È attivo tutto l’anno. È capace di rosicchiare materiali molto duri. Allo stato selvatico scava tane a più entrate sulle rive dei corsi d’acqua.
- Il sistema sociale del ratto è fatto di gruppi familiari gerarchizzati. La detenzione individuale è vietata.
- Il ratto non va in letargo.
- Vive 2-3 anni e ha una temperatura corporea di 36-37.5°C.
Fisiologia della riproduzione
Il maschio e la femmina sono sessualmente maturi a 60 giorni e la stagione sessuale dura tutto l’anno.Il ciclo della femmina dura 4-5 giorni e la sua ovulazione è spontanea.
La gestazione è di 20-23 giorni. Possono esserci 6-12 piccoli per cucciolata e la femmina può avere 4-5 parti all’anno.
Alla nascita i piccoli hanno gli occhi chiusi e li aprono poi all’età di 13-15 giorni. Pesano 5-6 g. I piccoli vanno svezzati all’età di 21 giorni. Subito dopo la nascita sarebbe bene evitare di toccare la femmina, perché potrebbe mangiare i suoi piccoli.
Attenzione: bisogna separare i genitori prima della nascita, altrimenti in meno di 12 ore dopo il parto la coppia è già in grado di riprodursi.
Alimentazione
Il ratto è un roditore onnivoro che consuma 30-40 g di cibo al giorno. Gli va bene una miscela completa per ratti in commercio con il 20-27% di proteine. Gli si può anche dare una razione casalinga con semi, verdure verdi, carote, mele e un po’ di carne; ma attenzione, il ratto ha una predisposizione all’obesità e bisogna limitarne la razione.
Ambiente di vita
La gabbia dev’essere spaziosa, 100x50x70 cm per 2 ratti, ma idealmente, per 2-4 ratti, contare 2 m2 al suolo e 2 m di altezza. Si può avere un recinto tipo voliera a più piani oppure un armadio. Niente terrario. Come lettiera vanno bene la lettiera di canapa ed eventualmente trucioli di faggio o di mais. La lettiera andrebbe cambiata due volte a settimana. Si sistemeranno diversi piani, nascondigli, possibilità di ritiro, scalette, rami, tra cui alcuni da rosicchiare (nocciolo, faggio, alberi da frutto non trattati). Idealmente la gabbia andrebbe collocata in una stanza dove la temperatura ambiente è di 18-26°C e la percentuale di umidità dev’essere tra 40-70%.
Contenzione
Per tenere correttamente un ratto bisogna trattenerlo con una mano sulla pelle tra le orecchie e con l’altra mano alla base della coda. Evitare l’estremità della coda, che rischia di ritrovarsi tra le dita.
Principali patologie
Affezioni respiratorie
Le affezioni respiratorie di origine infettiva rappresentano i disturbi più frequenti nel ratto. Si possono incontrare due sindromi cliniche principali:
- La malattia respiratoria cronica: è dovuta a un batterio chiamato Mycoplasma pulmonis, il cui potere patogeno è amplificato dalla presenza di un virus, il virus Sendai, oppure del virus respiratorio sinciziale. I segni clinici sono indicativi: dispnea intensificata dallo sforzo, perdita di peso, scolo nasale (secrezione che cola dal naso), sanguinamento dal naso. Diversi fattori favoriscono lo sviluppo della malattia: un tasso di ammoniaca troppo elevato (il tasso di ammoniaca dovrebbe essere inferiore a 10 ppm), una predisposizione genetica, una carenza di vitamine A ed E, poi la presenza del virus Sendai e quella del virus respiratorio sinciziale. In genere il trattamento del veterinario non elimina completamente l’agente patogeno e dovrà quindi essere ripetuto.
- La polmonite: è dovuta a uno streptococco. La sua comparsa è improvvisa e grave e le morti improvvise sono frequenti. Gli adulti presentano dispnea, respirazione addominale e uno scolo purulento che sporca le narici e le zampe. Oltre agli streptococchi esiste un secondo agente causale in caso di immunodepressione (tumore, diabete, carenze nutrizionali): si tratta di «corynebacterium kutscheri». La diagnosi si basa sui segni clinici e sull’identificazione del germe tramite una coltura.
Affezioni tumorali
Le conseguenze dei tumori variano in base all’età, al sesso, all’alimentazione e allo stato generale, e dipendono da fattori endocrini e ambientali.
Principali patologie
Epidemiologia:
- Tumori mammari tra i 12 e i 24 mesi
- Tumori emato-linfopoietici dopo i 2 anni
- Tumori ovarici e testicolari poco frequenti, a eccezione dei tumori della ghiandola di Leydig.
Fattori favorenti:
- Malattie e processi di degenerazione associati a una crescita rapida e a un peso più elevato.
- L’isolamento favorisce lo sviluppo dei tumori nei roditori.
- Il contenuto eccessivo di calcio e fosforo, ma carente di magnesio, delle diete commerciali per roditori favorirebbe indirettamente la comparsa di un’affezione tumorale urinaria.
- Infezioni croniche di origine virale o batterica favorirebbero lo sviluppo dei tumori dei tessuti emato-linfopoietici nei roditori.
Tumori frequenti nei maschi:
- I maschi hanno soprattutto tumori delle ghiandole endocrine
- Tumori dell’ipofisi
- Tumori mammari, frequenti nel maschio e morfologicamente identici a quelli osservati nella femmina.
- Tumori della ghiandola di Leydig, frequenti soprattutto con l’età, bilaterali e nel 90% dei casi benigni.
Tumori frequenti nelle femmine:
- La frequenza tumorale è superiore nella femmina.
- Fibroadenomi mammari
- Polipi uterini, che a volte possono causare emorragie vaginali.
- Adenomi ipofisari, che possono essere favoriti da un’alimentazione troppo ricca di proteine; non secernenti e ben circoscritti, possono esercitare una compressione intracranica con disturbi nervosi e a volte respiratori.
I tumori mammari:
La crescita delle mammelle dipende dagli ormoni: sviluppo crescente al termine di più cicli, poi una regressione senile nel corso del secondo anno. I tumori mammari sono di 3 tipi diversi:
- Le lesioni di iperplasia lobulare, che sono frequenti. Il loro diametro può raggiungere 8-10 centimetri. Sono segni precursori di tumori mammari.
- I tumori fibro-epiteliali o fibroadenomi sono anch’essi frequenti (26%), in particolare nei Sprague Dawley. Sono ben delimitati, duri, di forma ovale o rotonda, benigni.
- Gli adenocarcinomi sono rari (10%). Sono caratterizzati da lesioni emorragiche, ulcerative e necrotiche.
A causa della grandissima estensione del tessuto mammario, i tumori mammari possono osservarsi praticamente in qualsiasi zona sottocutanea. L’asportazione chirurgica rende buona la prognosi se il tumore è benigno. La prevalenza dei tumori mammari è più bassa nelle femmine sterilizzate. Le recidive di fibroadenoma restano tuttavia frequenti.
I tumori comuni ai 2 sessi:
Alcuni tumori colpiscono sia i maschi sia le femmine.
- Tumori cutanei: fibromi, fibrosarcomi e linfomi.
- Tumori del sistema ematopoietico: linfomi maligni, leucemie mieloidi, istiosarcomi, fibrosarcomi.
- Tumori tiroidei: adenomi.
- Tumori del sistema nervoso periferico: il più delle volte sono soltanto riscontri istologici.
Affezioni cutanee
- Rogne con depilazione, prurito e croste
- Pseudorogne con lesioni crostose localizzate
- Micosi con depilazioni arrotondate
- Dermatite ulcerativa batterica
- Gangrena secca della coda
Affezioni digestive
- Malocclusione dentaria
- Sialodacrioadenite di origine virale
Affezioni urinarie
- Nefrite cronica
Affezioni oculari
- Cromodacriorrea o lacrime rosse, spesso legata allo stress
Zoonosi
- Micosi
- Tenia
- Coriomeningite linfocitaria