I cani che fanno paura:
Pitbull, Staffordshire terrier, Bull terrier, tra gli altri cani da combattimento.
I cani da combattimento erano un tempo utilizzati in Inghilterra negli scontri di «bullbaiting», ossia combattimenti tra tori e cani (da cui la razza del Bull terrier), ma questi furono vietati all’inizio del XIX secolo. I minatori dello Staffordshire, veri appassionati di questo genere di spettacolo, misero allora a punto i combattimenti tra cani con una razza, lo Staffordshire terrier, nata dall’incrocio tra il Bull terrier e il Terrier inglese (oggi scomparso). Gli Staffordshire terrier furono importati negli USA nel 1870 e, appesantiti da selezioni rigorose, diedero origine all’American Staffordshire terrier, comunemente chiamato Pitbull, di oltre 4 kg più pesante di quello inglese.
Caratteristiche
Questo tipo di cane è stato allevato per la sua aggressività verso l’altro cane del combattimento, ma non contro il padrone, che doveva poterlo strappare via dallo scontro se il proprio cane rischiava di essere sbranato. Di carattere sono leali, intelligenti, dotati di molta forza e coraggio. Buon cane da guardia, dovrebbe saper distinguere gli estranei bene intenzionati da quelli che non lo sono. Può diventare pericoloso se trattato brutalmente. Questo, va da sé, vale per qualsiasi razza di cane!!!
Aggressione
La sua aggressione è del tipo «da preda»: vale a dire che non dà alcun preavviso e attacca fino alla morte della preda, dato che è proprio questo lo scopo di tale tipo di aggressione. La sua mascella possiede muscoli masseteri potenti e il cane non molla la presa. Queste forme di attacco sono tra le più pericolose. I fattori che favoriscono un simile comportamento vanno spesso ricercati in una cattiva fase di socializzazione (mancanza di contatti con vari stimoli esterni, con bambini, gatti, altri cani, persone anziane o disabili, ecc.), oltre che in un’educazione sbagliata da parte del proprietario (giochi inadeguati, incoraggiamento del morso, mancato rispetto delle altre persone, ecc.). Anche chi non possiede cani dimentica talvolta che il proprio comportamento può risvegliare un istinto di caccia in qualsiasi cane: si insegna ai bambini a non gettarsi ad abbracciare un cane sconosciuto, a non passargli accanto a tutta velocità sui pattini o sul monopattino (il cane confonderà la persona che li usa con una preda da inseguire…) e a evitare di stimolare qualsiasi istinto di caccia.
Misure in Svizzera?
All’estero, dove sono state adottate misure severe contro questo tipo di cane, non si è constatata alcuna diminuzione dell’incidenza dei morsi. Inoltre, la maggior parte dei morsi è sempre provocata da cani di razze diverse, ma più spesso da meticci. Va anche ricordato che gran parte dei morsi ai bambini è dovuta ai cani della loro stessa famiglia.
Nel marzo 2000 il Consiglio federale ha nominato un gruppo di lavoro sui cani pericolosi (GTCD). Questo gruppo ha presentato, insieme alla Società dei Veterinari Svizzeri (SVS), un primo rapporto il 30 giugno, di cui ecco una sintesi:
Raccomandare una corretta educazione dei cani, introducendo un marchio di qualità per le classi di gioco per cuccioli, poiché queste si sono rivelate efficaci come mezzo di socializzazione dei cani, così come per i corsi di educazione, allo scopo di trasmettere all’uomo e all’animale un comportamento adeguato nelle situazioni critiche.
Un controllo degli allevamenti, che dovrebbero utilizzare per la riproduzione soltanto i cani dotati di un buon potenziale di socializzazione.
Obbligo dell’identificazione tramite microchip, con la dichiarazione obbligatoria dei morsi. Queste due ultime misure combinate dovrebbero permettere di individuare i cani recidivi, che saranno oggetto di una valutazione veterinaria, la quale stabilirà un’eventuale rieducazione o un’eutanasia.
Queste misure nel loro insieme permetteranno di instaurare una prevenzione e una repressione riferite a tutti i cani, quale che sia la razza, poiché ogni cane ha potenzialmente la capacità di nuocere gravemente all’integrità fisica delle persone. Ciò non è affatto riservato ai cani da combattimento.
Il GTCD e la SVS sono contrari all’introduzione di un’autorizzazione generale a tenere un cane: aumenterebbe l’interesse per il cane come animale da combattimento illegale e ridurrebbe il cane al rango di un’arma insensibile, il che va contro l’etica della protezione degli animali del nostro Paese.
Anche il divieto di alcune razze è indesiderabile dal punto di vista scientifico; inoltre l’aspetto fisico del cane non fornisce alcuna informazione sul suo carattere.
In conclusione, occorre instaurare la prevenzione tra gli allevatori, i proprietari e i non proprietari, campagne d’informazione tra il pubblico e nelle scuole, oltre a misure che permettano di mirare la repressione.