1. Le origini
  2. La classificazione
  3. Le particolarità biologiche e fisiologiche
  4. Le condizioni di detenzione
  5. Le principali patologie

Le origini

Già addomesticata 3’000 anni fa dagli Inca, la cavia fu introdotta in Europa nel XVI secolo dai conquistadores spagnoli. Animale da laboratorio a partire dal XIX secolo, poi roditore da compagnia, è tuttora allevata per la sua carne dagli indios peruviani Quechua.

La classificazione

Classe: Mammiferi
Ordine: Roditori
Sottordine: Istricognati (Wilson e Reeder) o caviomorfi o istricomorfi
Famiglia: Cavidi
Genere: Cavia
Specie: porcellus
Nome comune: Cavia, porcellino d’India

La famiglia dei cavidi comprende una quindicina di specie, tutte sudamericane: la mara o lepre della Patagonia e le cavie propriamente dette: g. Cavia, g. Galea, g. Microcavia (cavie di montagna), g. Kerodon (cavia delle rocce).

Le particolarità biologiche e fisiologiche

Caratteri anatomici

  • Peso da adulto del maschio: 500-1’200 g.
  • Peso da adulto della femmina: 700-900 g.
  • Lunghezza del corpo: 20-25 cm.
  • Zampe: 4 dita agli arti anteriori e 3 dita agli arti posteriori.
  • Formula dentaria:
Mascella superiore 1 0 1 3
I C PM M
Mascella inferiore 1 0 1 3
Stile di vita
La cavia ha un’attività continua, diurna e notturna, con l’alternarsi di brevi fasi di attività e di riposo di uguale importanza, distribuite sull’intero nictemero. Si possono anche osservare alcuni picchi di attività crepuscolare. La cavia è un animale poco abile ad arrampicarsi e a saltare e, in genere, non morde.
Sistema sociale

In natura si trovano in colonie di 5-10 individui: sono attivi ma timorosi e vivono in tane. È possibile una convivenza con il coniglio da compagnia, ma piuttosto sconsigliata. Ogni maschio delimita il proprio territorio, nel quale può vivere in compagnia di più femmine e dei giovani. La detenzione individuale è vietata! Comportamento
La comunicazione avviene tramite marcatura del territorio (ghiandole anali), olfatto (odore del nido), fischi (= richiamo). Atteggiamenti di contatto, dominanza/sottomissione, difesa, risposta a uno stimolo.
La cavia non va in letargo. La sua temperatura è di 37.2-39.5°C. Vive dai 4 agli 8 anni.

La fisiologia della riproduzione

Età della maturità sessuale:

  • maschio 10 settimane (300-400 g)
  • femmina 6 settimane (200 g)

Età ideale per la riproduzione:

  • maschio 3-4 mesi
  • femmina 2-3 mesi e prima degli 8 mesi.
  • Possono riprodursi tutto l’anno. Il ciclo della femmina dura 15-17 giorni e ha un’ovulazione spontanea che avviene 10 ore dopo l’estro. La gestazione dura 59-72 giorni; circa una settimana prima del parto la sinfisi pubica si allarga. Attenzione: 12-15 ore dopo il parto la madre può essere di nuovo fecondata dal maschio.
  • Alla nascita i piccoli hanno gli occhi aperti, sono già dotati di denti e pesano 70-110 g. La mamma cavia può avere 2-3 piccoli e 2-3 parti all’anno, ma è possibile che ne abbia 4-5.
  • I piccoli saranno svezzati all’età di 2-4 settimane.
Il latte materno ha la seguente composizione:
  • proteine: 8.1%
  • lipidi: 3.9%
  • glucidi: 3%
  • calorie: 77 cal per 100 g.

Allattamento artificiale:

  • 80% di latte vaccino intero da mescolare con 20% di acqua e un apporto di vit. C (scaldato a 38°)

Alimentazione

La cavia è un animale strettamente erbivoro; è anche una gran mangiona e una gran sprecona. Le sue abitudini alimentari si stabiliscono in fretta e sono poi difficili da modificare.

  • Il fieno è la sua alimentazione principale e deve averne a volontà. Dev’essere di buona qualità e non polveroso.
  • Si aggiungono verdure per la vitamina C, privilegiando i vegetali a foglia verde (sedano da coste, ciuffi di carota, ciuffi di ravanello, erbe aromatiche, tarassaco…), indivia, peperone, cetriolo, finocchio ecc.
  • Ogni tanto si possono dare granuli o miscele complete specifiche (pellet).
  • Non esagerare con la frutta (non tutti i giorni): mela, pera, fragola, frutti di bosco. Togliere semi e noccioli.

La cavia mangia i propri escrementi.

Il transito intestinale della cavia è lento. Gli alimenti ingeriti si dispongono a strati sovrapposti lungo il tubo digerente: per questo non deve mai restare troppo a lungo senza mangiare.

Ambiente di vita

  • La gabbia deve essere di almeno 100×50 cm, cioè 0.5 m2 al suolo per 2 individui, e bisogna contare 0.2 m2 in più per ogni animale aggiuntivo. Idealmente la superficie di base al suolo per 2-5 cavie dovrebbe essere di 2, se non 4 m2. L’ampliamento della superficie può avvenire su più piani. Per un recinto esterno, attenzione al pericolo di intrusione dei predatori.
  • Come lettiera si possono usare fieno, paglia, cortecce di legno o tessuti. Come accessori si possono avere un riparo, una rastrelliera, una mangiatoia e una ciotola per l’acqua o un beverino verticale, oggetti da rosicchiare (rami di nocciolo o di alberi da frutto). Il numero di nascondigli deve corrispondere al numero di individui. Niente rampe ripide.
  • Per stare al meglio la cavia deve avere una temperatura esterna compresa tra 18-24°C; tuttavia non deve mai scendere sotto i 10°C né superare i 32°C.
  • La durata di illuminazione dovrebbe essere tra 12-14 ore, l’intensità della luce artificiale 30-40 lux.
  • La percentuale di umidità è del 50%, ma può situarsi tra il 30% e il 70%.

Contenzione

  • Bisogna racchiudere il corpo con una mano, avendo cura di non comprimere la gabbia toracica; l’altra mano sostiene il posteriore nei soggetti pesanti o nelle femmine gravide.
  • La cavia morde raramente e si maneggia facilmente, ma si spaventa con facilità.

Le principali patologie

Affezioni dentarie: malocclusione dentaria (incisivi e/o molari), ascesso dentario, frattura degli incisivi

Affezioni dell’apparato digerente: diarrea, disbiosi, dilatazione gastrica, stasi intestinale, parassitosi

Affezioni della pelle: micosi, rogna e altri parassiti (pidocchi…), pododermatite

Affezioni respiratorie: rinite, polmonite

Affezioni della riproduzione: cisti ovariche, infertilità di origine fisiologica o infettiva, mortalità di origine infettiva o varia (tossiemia, distocia, ecc.), abbandono dei piccoli e cannibalismo (cattive condizioni di detenzione, femmina al primo parto), mastiti.

Affezioni urinarie: cistite, urolitiasi, insufficienza renale cronica, nefrite interstiziale.

Affezioni dell’orecchio: otiti medie, esiti di infezioni delle vie respiratorie superiori, otiti interne, portamento della testa inclinato.

Affezioni oculari: congiuntivite batterica, infiammazione della cornea da ipovitaminosi A, ulcera corneale, necrosi dello stroma, cataratta.

Affezioni tumorali: linfosarcoma, leucemia mieloide, linfoma, adenoma polmonare, tumori cutanei, tumori mammari (fibroadenoma), tumori uterini spesso associati a cisti ovariche.